venerdì 6 ottobre 2017

Spiritualità dal basso. (parte 1)


Buon pomeriggio,
oggi a differenza del solito, vi parlo di un libro che mi è stato consigliato da un'amica e che mi ha aperto un nuovo modo di vedere e vivere la spiritualità.
Mi è piaciuto talmente tanto che nel gruppo "Stile di vita di una folle donna cattolica" sto facendo un book club dove parliamo e commentiamo i vari capitoli etc.
Partiamo dagli autori, che personalmente non conoscevo, mentre altre del gruppo avevano già letto scritti di Grun.

Anselm Grun: è dottore in teologia e monaco benedettino, è priore amministratore di un'abbazia in Germania. Noto come uno dei più fecondi e apprezzati autori di spiritualità in Europa.
Meinrad Dufner: artista, guida spirituale e monaco insieme a Grun.

Il book Club è appena iniziato e il primo incontro riguardava l'introduzione del libro, solo 5 pagine ma sono riuscita a fare un'ora di discorso.
Ho per questo pensato di proporre qui nel blog un riassunto di ogni incontro che verrà fatto a cadenza circa quindicinale.
                                                     -----------------------------------------
L'introduzione parte facendo un'analisi attuale della condizione spirituale delle persone, ovvero una continua ricerca di percorsi per trovare la pace interiore, trascendenza, armonia e il tutto spesso viene automaticamente collegato alle discipline e religioni orientali.
Credo sia quasi scontato pensare a quel filone spirituale senza pensare minimamente al Cattolicesimo, questo perchè spesso si pensa che tutto sia impostato con delle regole da seguire ed è finita li, non prendendo minimamente in considerazione l'idea che si possa guardare dentro se stessi per vivere una spiritualità cattolica diversa e più profonda.
La  spiritualità dei monaci dei primi secoli è un tesoro immenso, loro vivevano della sorgente interiore, lo Spirito Santo!
Oggi invece non si è più abituati ad invocare lo Spirito Santo, io stessa non sono stata abituata a farlo e faccio moltissima fatica anche solo a pensarci.
La spiritualità è il vivere la vita che conduce a Dio e al proprio vero sè, perchè se non conosciamo realmente noi stessi come possiamo provare ad avere un rapporto sincero con Dio?
Questo libro ci porta a scoprire due tipologie di spiritualità divise ma complementari, una spiritualità dall'alto e una dal basso.

La spiritualità dall'alto riguarda lo studio della Sacra Scrittura, lo studio della morale cristiana, il mettere in pratica i comandamenti per essere un cristiano perfetto, spesso si ha anche una visione di se stessi non sempre esatta.
Inoltre si può incorrere in un grosso rischio, ovvero snaturare se stessi per ambire alla perfezione.
La spiritualità dal basso ci fa capire che Dio non ci parla solo tramite la Bibbia e per mezzo della Chiesa ma anche attraverso noi stessi, i nostri pensieri e sentimenti, il nostro corpo, i nostri sogni e le nostre debolezze.
Ci si butta a capofitto nei propri sentimenti, nelle proprie paure e nei propri limiti, si cerca di capirne il motivo e si può cambiare rotta o migliorare senza snaturarsi ma comprendendo.
Se vuoi conoscere Dio, impara prima a conoscere te stesso
L'ascesa a Dio comporta una discesa nella propria realtà interiore, per cui una discesa verso il basso ovvero sempre più nella profondità di noi stessi in modo da capire i nostri limiti, fin dove possiamo arrivare per poi dire a Dio "Signore, io posso arrivare fino qui, aiutami tu ad andare oltre".

Il Sè, ciò che siamo, corrisponde al nostro essere autentico e profondo, andando sempre più a fondo possiamo arrivare a conoscere la nostra vera vocazione progettata da Dio.
Spesso ci dimentichiamo che non è la perfezione che ci porta a Dio, la mania di voler essere perfetti ci può distrarre da ciò che significa seguire Gesù; Lui non ha mai stabilito una qualche scala di perfezione, ma una strada che porta in basso, nella profondità dell'umiltà.
Umiltà come atteggiamento religioso di fondo, non vista come virtù sociale che porta a "servire" ma una riconciliazione con la nostra "terrenità" per incontrare e instaurare un vero rapporto con Dio.
Viene presa ad esempio la Regola di Benedetto da Norcia.
La debolezza, l'impotenza e il peccato, a differenza della perfezione,  aprono un varco verso Dio.

Per un cammino di fede autentico la scelta migliore è quella di riscoprire una spiritualità dal basso (possibilmente con un padre spirituale), conoscendo prima se stessi si può aprire una relazione personale con Dio autentica.
Personalmente sono consapevole di avere una spiritualità quasi totalmente dall'alto, come credo moltissimi cattolici, ora devo buttarmi in questo percorso assolutamente non facile, per poter vivere una spiritualità piena.
nel libro vengono fatti parallelismi riguardo queste due tipologie di spiritualità per far capire la differenza in ogni occasione, trovo estremamente utili questi paragoni per poter capire a fondo le due visioni.
Vivere una spiritualità dal basso non significa rinnegare quella dall'alto, significa metterla un attimo da parte (anche perchè oramai è assimilata quindi non si può e non si deve cancellare perchè è comunque la base della vita spirituale) per mettere in primo piano quella dal basso.
Dopo un lungo lavoro, poco a poco si risale e le due spiritualità diventano un tutt'uno e complementari; una non deve sostituire l'altra ma si devono completare.

Tra due settimane ci sarà il primo capitolo.
Buona lettura.
Cristina



martedì 5 settembre 2017

Topo Tip, un topolino che ha qualcosa da insegnare.

Buon pomeriggio,
dopo una lunga pausa fatta di riflessioni, innumerevoli impegni suddivisi tra i tre bambini, l'immenso impegno richieste soprattutto dall'ultimo arrivato in famiglia e la pausa estiva direi che è arrivato il momento di tornare a scrivere qualcosa.
I post non avranno cadenza fissa, ma pubblicherò almeno 4 nuovi post al mese partendo da oggi, potrà capitare di pubblicarne di più....ora non divaghiamo e partiamo con questo nuovo articolo.
Per molte il titolo avrà ben poco senso, per chi invece  ha dei bambini che guardano catoni animati invece sicuramente conoscerà il personaggio di cui parlerò.
Come ben sapete al giorno d'oggi in tv i programmi lasciano molto a desiderare, le scene di violenza sono all'ordine del giorno e personaggi che utilizzano un linguaggio completamente inadeguato spuntano ovunque, inoltre spesso i bambini vengono lasciati (o per meglio dire, in alcuni casi "parcheggiati") davanti alla tv senza un adulto che possa sorvegliare ciò che guardano.
Per quanto mi riguarda c'è una dettagliata selezione di cartoni si e cartoni no, soprattutto perchè i canali tematici vanno dal 40 al 47 del digitale terrestre e spaziano tra moltissime fasce d'età quindi ci vuole un certo occhi di riguardo, soprattutto anche io mi faccio una cultura di cartoni in modo da sapere cosa guardano, oltre al fatto che non solo i più piccoli hanno delle preferenze 😁.
Tra i vari cartoni animati consentiti e che personalmente adoro, c'è  "Topo Tip" di cui parlerò ora, poi nei prossimi post si può parlare anche di Zou (una zebra), Daniel Tiger e altri.
Vi stare anche chiedendo cosa abbia a che fare un cartone animato con un blog cattolico, beh, secondo me è

Ma vediamo subito chi è Topo Tip.

Tip vive la vita attraverso lo sguardo ingenuo di un topino di 4 anni, ed ha una grande fantasia.
Vive  insieme a mamma, papà e la sorellina Tippy,( poi ci sono i nonni, le zie e molti amici) in un angolo di prato in un paese creato con gli oggetti che abbiamo perduto, il letto è una scatola di fiammiferi, il rubinetto è una cannuccia, le sedie sono dei tappi di sughero...
Rispetta e ama i suoi genitori dai quali si sente protetto e amato a sua volta, e vuole molto bene alla sorellina Tippy.
E' contentissimo quando gli dicono che si è comportato bene... solo che a volte non può fare a meno di andare per la sua strada perché gli sembra di aver ragione mentre gli altri secondo lui sbagliano o esagerano... proprio come capita a molti bambini!
Ovunque vada, non si separa mai da Teddy, un orsacchiotto di pezza che adora e che pare capirlo meglio di chiunque altro; per lui non è un semplice orsacchiotto, ma il suo compagno di avventure, il suo alleato e il suo confidente.
Tip passa gran parte del suo tempo a giocare, gioca con qualsiasi cosa, è un sognatore e qualsiasi oggetto si anima di vita propria tra le sue zampette.
Ha tanti amici che non vedono l’ora di giocare con lui.



E’ un topino ben educato e gentile, ricorda sempre di dire grazie (quasi sempre, ma solo perchè ogni tanto se  ne dimentica) e quando qualcosa lo fa arrabbiare, o non si sente capito va a rifugiarsi insieme a Teddy nel suo nascondiglio segreto, un posticino tutto suo dove può sfogarsi con il suo amico di pezza.
Quando invece è proprio convinto di avere "quasi ragione", diventa spavaldo e un po’ monello, ma rimane sempre un cuore tenero.

Ora vediamo i personaggi:
- Jody, un piccolo e allegro tasso, è il migliore amico e vicino di casa di Tip; vive con la mamma che fa la sarta, con il papà, una sorella maggiore e un fratellino più piccolo
Da grandi hanno deciso che faranno insieme gli esploratori-dottori-pittori.


- Tippy, è la sorellina di 14 mesi di Tip, adora il fucsia e adora gattonare, inoltre è molto brava e non piange quasi mai.
Adora farsi coccolare dalla mamma e farsi raccontare storie dal papà.
- Papà, è un bravissimo architetto che sa trasformare uno scarpone in una villa stupenda, ma quando torna a casa si dedica completamente alla famiglia giocando con i bambini e aiutando la mamma nelle faccende di casa.
- Mamma, è una giovane topetta sempre in ordine, lavora da casa preparando torte per il droghiere, adora cucinare per la famiglia e tenere la casa in ordine.
Affettuosa, amorevole e paziente è capace di sdrammatizzare i capricci di Tip e di fargli comprendere i valori della vita.


- Nonno, ora in pensione, si dedica al suo orto e alla vita di campagna, ama stare con i nipotini e rispondere alle loro continue domande.
Al suo rientro con il trattore, ogni giorno porta un fiorellino per la moglie.
- Nonna, premurosa e dolce, si preoccupa sempre che i nipotini siano ben coperti, che non prendano aria, che mangino bene, che abbiano fatto merenda, che siano puliti e che non corrano rischi.


- Margherita, la giovane maestra dei piccoli del villaggio, prende il suo lavoro molto seriamente ed è bravissima ad organizzare gite nel bosco alla scoperta della natura!

Come potete notare dalla descrizione dei personaggi, sono una splendida famiglia ricca di amore, di comprensione, di gioia e di educazione.
Personalmente amo lo stile di questo cartone la cui base riguarda il far comprendere al piccolo Tip eventuali errori grazie a piccoli stratagemmi, l'importanza delle regole, dell'educazione, del mantenere le promesse e del rispetto verso tutti.

I miei figli spesso alla fine del cartone riflettono riguardo ciò che hanno visto e anche tra di noi ne parliamo, io lo guardo con loro e in base a ciò che accade lo prendo come spunto per chiacchierare; "guardate, sta facendo proprio come voi.." oppure "caspita se è cocciuto...voi cosa ne pensate?" e sia Giorgia (7 anni) che Gabriele (quasi 5 anni) sono estremamente interessati ai vari argomenti... Mattia (10 mesi) invece si limita a ballare con la sigla.
Dato che nel gruppo collegato a questo blog parliamo anche di moda, come non citare lo splendido look della mamma e della nonna, sempre eleganti, curate e impeccabili; anche papà e nonno ma lo stile delle donne di casa lo adoro.

Quando sono insieme, trasmettono un forte senso della famiglia, cosa che ad oggi è raro trovare, per noi cristiani questo cartone può essere ottimo da far vedere ai bambini.



È ben educato e gentile, ma qualche volta, quando qualcosa lo fa arrabbiare si mette a fare i capricci...  quanti dei nostri bambini non lo fanno???
proprio come loro non vuole andare a letto, non vuole lavarsi i denti, non vuole che la mamma vada via quando lo accompagna a ginnastica...
Ovviamente niente di grave, alla sua età tutti lo fanno! La cosa importante è capire perché si sta sbagliando e sapere chiedere scusa e, subito, torna l'armonia.
Il cartone lo fanno tutti i giorni alle 12,45 su Rai YoYo e sono due puntate per un totale di circa 15 minuti.
Ho scoperto inoltre che questo cartone è tratto da una collana di libri scritta da Anna Casalis edita da Giunti Editore pubblicata nel 2003 ed ha avuto un enorme successo.


Buona visione!
Cristina


domenica 2 aprile 2017

Un percorso d'amore verso Dio (parte 4)

Buonasera a tutte,
per prima cosa mi scuso di cuore per aver saltato una settimana ma con troppi impegni ammetto di essermi resa conto solo mercoledi che non avevo pubblicato la quarta parte di questo percorso.
Prendiamola come una settimana in più per poter proseguire l'impegno di due settimane fa, dato che era piuttosto importante direi di continuare con l'impegno di ricordarsi di bere acqua a ringraziare il Signore anche per questa e le prossime settimane.
Questa settimana invece ci baseremo come sempre sul vangelo della domenica, in questo caso la Parola ci parla di Lazzaro e della sua risurrezione.
Gesù è la "risurrezione e la vita", chi crede in lui ha già una parte di questi doni della fine dei tempi; possiede una “vita senza fine” che la morte fisica non può distruggere. 
In Gesù, la salvezza è presente, e colui che lo segue non può più essere consegnato alle potenze della morte. 
Nel vangelo di domani (Gv 8,1-11) invece Gesù dirà “Neanch’io ti condanno, va’ e d’ora in poi non peccare più”.
In sintesi il male è male, il peccato è peccato, nessuno nega tutto ciò, ma l’uomo è chiamato costantemente alla santità. 
Come esseri umani dobbiamo continuamente operare in sé il passaggio dall’uomo vecchio, (peccatore), all’uomo nuovo, rigenerato dall’acqua e dallo Spirito.
Entrambi i vangeli parlano di un cambiamento, nel primo una risurrezione, una nuova vita ... nel secondo si richiede il passaggio da una vecchia vita sbagliata ad una nuova che porti alla santità cui tutti dovrebbero aspirare.
Questi due brani mi hanno dato lo spunto per il "compito" di questa quinta settimana di quaresima, ovvero un nostro cambiamento.
Non mi riferisco ad un qualcosa di interno, anche perchè credo che tutte noi lo facciamo ogni giorno in quanto cristiane; mi riferisco ad un cambiamento esterno.
Per questa settimana, prendendo come base anche la lista che dovreste aver fatto ogni settimana riguardo ciò che vi piace e non vi piace del vostro corpo (l'avete fatta vero???? ;) ), valorizzatevi!!!
Non intendo nulla di esagerato, semplicemente valorizzate ciò che preferite per rispecchiare al meglio la vostra gioia nel trasmettere il vostro essere cristiane.
Il Vangelo va portato agli altri con gioia, l'annuncio della vita eterna è qualcosa di speciale e non credo sia credibile farle spiegarlo se siamo tristi, chiuse in noi stesse, "trasandate" (passatemi il termine per favore).
Il tutto ovviamente tenendo conto che a mio avviso si deve rispecchiare all'esterno ciò che siamo all'interno, coerenza in primis.
Se dentro siamo piene di gioia e felicità per ciò che Gesù ci promette, allora anche fuori dovremo rispecchiare tutto questo, con un bel sorriso curato, mostrandoci curate e positive.
L'abito non fa il monaco ma se vedi qualcuno annunciare il vangelo con il broncio e trasandato trasmette in modo diverso rispetto ad uno sorridente e curato.
Ricordate che la vanità non deve però entrare nella vostra mente, perchè un conto e valorizzarsi e curarsi, altro è esagerare e fre tutto solo per apparire.
Buon percorso!
un caro abbraccio.


giovedì 30 marzo 2017

Solennità dell'Addolorata (la Madonnina)

Buon pomeriggio,
oggi voglio raccontarvi la storia della "Madonnina" del mio paese (dove ho vissuto fino a 18 anni) a cui sono piuttosto legata.
Sabato 25 marzo si è svolta a Leffe l' "intronizzazione" della Madonnina, ovvero in simulacro viene posizionato sul trono processionale grazie ad un particolare argano realizzato nel 1977.
In quel giorno si svolge un particolare rito che apre la novena di preparazione alla solennità dell'Addolorata che ricorre sempre la 5° domenica di Quaresima, (quindi festa mobile).
Durante questa cerimonia viene recitata la "Corona, una forma di preghiera che prevede la ripetizione di 7 Ave Maria dopo ogni "dolore" della Madonna.

La pietà lignea fu scolpita alla fine del 1600 nella bottega di Grazioso e Andrea Fantoni di Rovetta.
Rappresenta Maria Addolorata, con il cuore trafitto da 7 spade, sorregge Gesù dopo che è stato tolto dalla croce.
La storia è curiosa poichè in realtà inizialmente non era destinata a Leffe,  il carro che trasportava la statua era trainato da un asilo, il quale si fermò proprio all'entrata del paese e non ci fu modo di spostarlo, per questo motivò restò a Leffe e i leffesi ne sono cosi devoti e sono molto legati a questa festa.
Nel 1959 il Vescovo di Bergamo,  mons. Giuseppe Piazzi, fissò sulla Madonnina la corona aurea creata da Attilio Nani e segno della consacrazione delle comunità leffese “al cuore immacolato e trafitto della Vergine Addolorata”.
La corona fu benedetta il 7 maggio del 1959 da Papa Giovanni XXIII, salito solo pochi mesi prima al soglio pontificio.
Papa Roncalli aveva ricevuto in  dono dai bergamaschi una preziosa tiara, pure realizzata dallo scultore Nani.
Il nome “Madonnina” cui tutti a Leffe legano la statua dell’Addolorata, fu coniato probabilmente per la piccola statua  in cotto, precedente quella del Fantoni, ancor oggi conservato in chiesa.
Domenica 2 aprile invece si svolgerà la tanto attesa processione, dove la statua verrà portata in giro per il paese sperando nel bel tempo.

Per l'occasione le case espongono già dall'intronizzazione uno stendardo che raffigura la Madonnina mentre qualche giorno prima della processione le case saranno addobbate con dei drappi rossi.

Nella prima foto potete vedere l'argano con cui viene fatta scendere la statua, mentre nella seconda foto è posta sul trono processionale.
Nella terza foto è portata in processione.




Domenica spero di riuscire a fare qualche foto, ovviamente se la processione si farà poichè le previsioni non sono delle migliori, noi in qualsiasi caso saremo  dai suoceri a pranzo.
Un caro abbraccio

mercoledì 22 marzo 2017

San Giuseppe, pensaci tu!

Buonasera,
ecco che finalmente riesco a scrivere il piccolo post riguardo San Giuseppe, con solo due giorni di ritardo rispetto al previsto e rispetto al calendario liturgico.
(quando il 19 capita di domenica la priorità va alla quaresima quindi a livello liturgico San Giuseppe si celebra il giorno successivo)
Non sto a descrivervi la storia di questo Santo poichè credo che sia ben noto, è lo sposo di Maria, il padre terreno di Gesù!
Vi riporto solo una piccola citazione che ho scovato lo scorso anno e che amo:

"Fu allora che le dicesti tremando: «Per te, rinuncio volentieri ai miei piani. Voglio condividere i tuoi, Maria. Purché mi faccia stare con te». Lei ti rispose di sì, e tu le sfiorasti il grembo con una carezza: era la tua prima benedizione sulla Chiesa nascente. Hai avuto più coraggio tu a condividere il progetto di Maria, di quanto ne abbia avuto lei a condivi­dere il progetto del Signore. Lei ha puntato tutto sull’onnipotenza del Creatore"


San Giuseppe, richiama la "festa del Papà", giorno in cui si festeggiano tutti i papà per ciò che fanno per la famiglia e i figli, giorno di lavoretti, poesie, pensierini, magari di chiamate o messaggi anche a quei papà che purtroppo si dimenticano dei propri figli, si, anche a loro perchè come mi dice sempre il mio confessore : "nonostante tutto, i genitori vanno sempre ringraziati per il dono della vita, senza di loro noi non saremmo qui, quindi anche se sei arrabbiata ricordati che tu ora senza di loro non saresti qui"
Ok, sto divagando... quindi torniamo al post... :)
Parlando di pensierini per i papà, i miei figli hanno fatto il lavoretto per il loro papà, hanno recitato le poesie, con il mezzano sono andati all'asilo alle 17,30 per un aperitivo insieme.
Tutto bellissimo, bimbi felicissimi, marito commosso per la recita delle poesie domenica mattina ma... c'è un ma.. il regalo che ho deciso di aggiungere non è arrivato in tempo!
No è arrivato in tempo per il calendario classico, ma è arrivato lunedi giusto in tempo per la festa secondo il calendario liturgico!
Cosa avrò mai regalato a mio marito?
Niente cioccolatini o vestiti o chissà cos'altro, ma... il San Giuseppe Dormiente!
Scoperto tempo fa perchè ne aveva parlato Papa Francesco, non ho mai approfondito la storia ma so che diciamo... "pensa ai nostri problemi e preghiere" mentre dorme; parlando poi in  un gruppo di mogli e mamme cattoliche ho preso l'idea di regalarlo proprio per questa occasione.
Non  è la statua che ha il Santo Padre, questa è più piccina acquistata sul sito delle "Paoline", anche per motivi di spazio.
Come spiega anche il Santo Padre, lui affida le preghiere e i pensieri scrivendoli su di un bigliettino poi lo mette sotto la statua in modo che affidi ciò a San Giuseppe.
Vi riporto le sue parole:
"«Vorrei anche dirvi una cosa molto personale. Io amo molto san Giuseppe, perché è un uomo forte e silenzioso. Sul mio tavolo ho un’immagine di san Giuseppe che dorme.E mentre dorme si prende cura della Chiesa! Sì! Può farlo, lo sappiamo.E quando ho un problema, una difficoltà, io scrivo un foglietto e lo metto sotto san Giuseppe, perché lo sogni! Questo gesto significa: prega per questo problema!».Con queste parole, il pomeriggio del 16 gennaio 2015, Francesco, di fronte alle famiglie riunite nel «Mall of Asia Arena» di Manila, ha parlato della sua devozione a san Giuseppe."
Non sapevo ci fosse una certa distinzione tra le varie statuette quindi l'ho semplicemente acquistata in un sito conosciuto, ho scoperto successivamente che acquistando la statuetta come quella di Papa Francesco nel 2015 il ricavato avrebbe finanziato la costruzione di un orfanotrofio in Burkina Faso tramite l'associazione Coletta.
Non ho però trovato info sul sito dell'associazione per capire se questa vendita benefica è ancora attiva o meno, se siete a o di Roma la trovate nel negozio "Betlemme" e può essere ordinata telefonicamente.
(Aggiungo una modifica grazie ad una segnalazione, il negozio citato sopra è stato chiuso pochissimo tempo fa, quindi non è più possibile acquistarla li, però potete scrivere ad info@associazionecoletta.it )

In Italia è da un paio di anni che c'è, prima il culto di questa statuetta era principalmente nelle Filippine.
L'ho trovato un regalo semplice ma ricco di significato, lo ha apprezzato moltissimo e messo subito sul comodino.
Perchè proprio "Dormiente"? 
C'è un significato evangelico poichè è proprio mentre dorme che Giuseppe riceve i messaggi dal cielo che lo tranquillizzano riguardo la fedeltà di Maria, è sempre nel sogno che gli viene detto come chiamare il bambino, ancora in sogno viene avvisato delle intenzioni di Re Erode.

Un'altra specifica invece per quanto riguarda la classica immagine del Santo con il Bambino in braccio :
 <<Il Bambino in braccio che sottolinea il ruolo paterno di Giuseppe e i doveri di protettore e custode. I colori dei vestiti: in genere la tunica viola indica la resurrezione eterna, il mantello giallo l’unione dell’anima a Dio. Infine c’è il giglio. È il simbolo di purezza e verginità. E richiama i gigli del campo citati nel Vangelo di Matteo come segno di totale affidamento a Dio, come fece Giuseppe accettando Maria incinta dello Spirito Santo.>>
Non serve per forza attendere la festa del papà per fare un regalo come questo, va bene in ogni occasione.
La nostra è piccola,  i biglietti potrebbero non starci quindi prenderemo un piccolo quadernetto  e lo metteremo sotto come piccolo materasso.
Vi saluto con la preghiera per San Giuseppe.

O San Giuseppe, la cui protezione e così grande e così forte, così immediata dinanzi al trono di Dio, ripongo in te tutti i miei desideri.O San Giuseppe assistimi nella tua intercessione potente e ottieni per me tutte le benedizioni spirituali attraverso tuo figlio adottivo, Gesù Cristo nostro Signore, affinché essendomi rimesso al tuo potere terreno, io possa offrirti il mio ringraziamento e omaggio.O San Giuseppe non mi stanco di contemplare te e Gesù dormiente nelle tue braccia, non oso avvicinarmi a te mentre lui riposa vicino al tuo cuore. Tienilo stretto in mio nome e bacia il suo tenero capo per me e chiedigli di ricambiare questo bacio quando emetterò il mio ultimo respiro. Amen.


Un caro abbraccio e al prossimo post.
Statuetta di Papa Francesco

domenica 19 marzo 2017

Un percorso d'amore verso Dio (parte 3)

Buonasera,
siamo alla terza settimana, questa volta puntuale! Oggi è arrivata l'ispirazione e ne ho approfittato.
Spero che le precedenti abbiano portato qualcosa di positivo, nel frattempo potete anche raccontarci le vostre sensazioni, le vostre difficoltà, mancanze, progressi e successi.
Prima di tutto continuate con le due liste della scorsa settimana.
Questa settimana prenderemo spunto dal vangelo della Samaritana letto questa domenica.
Già nella prima lettura si parla del tema che ci accompagnerà per i prossimi 7 giorni, l'acqua.
Es 17,3-7 "Dacci acqua da bere."
Mentre nel vangelo di Gv 4,5-42 "Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna."
[...]Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». [...]
L'acqua è fondamentale per vivere, possiamo restare giorni senza cibo, ma senza acqua la situazione diventa tragica.
L'acqua di cui parla Gesù nel vangelo non è quella concreta che scorre nei fiumi, o che mettiamo in tavola ma è qualcosa di ben più profondo.
Non sono cosi esperta in merito a spiegazioni precise quindi solitamente oltre ad ascoltare per bene l'omelia faccio anche ricerche e condivido con voi una spiegazione semplice, trovata sul sito del monastero di Bose, che mi è piaciuta:
<<Gesù le annuncia l’inaudito, l’umanamente impossibile: c’è un’acqua da lui donata la quale, anziché essere attinta dal pozzo, diventa fonte zampillante, acqua che sale dal profondo. Bere l’acqua da lui donata significa trovare in sé una sorgente interiore: quest’acqua è lo Spirito effuso da Gesù nei nostri cuori (cf. Gv 7,37-39; 19,30.34), Spirito che zampilla per la vita eterna, che nel cuore del credente diventa “maestro interiore”.>>
Per fare qualcosa a livello pratico però utilizzeremo l'acqua vera, non so voi ma personalmente spessissimo mi dimentico di bere nell'arco della giornata, e la cosa non è positiva, l'organismo ne risente e con il tempo si rischiano conseguenze non proprio piacevoli, mentre quando mi impegno e bevo di più mi rendo conto dei benefici.
Ecco, l'impegno di questa settimana è di bere più del solito, mettete una sveglia sul telefono per ricordarvelo, esistono applicazioni per tenere segnato quanto uno beve etc...
Ma non solo questo, quando beviamo dobbiamo ringraziare il Signore per il dono della vita, per averci create e chiedendo di inondare i nostri cuori di quell'acqua viva che è puro amore.
Buona settimana a tutte.
Un caro abbraccio.

martedì 14 marzo 2017

Un percorso d'amore verso Dio (parte 2)

Buonasera a tutte!
eccoci (in ritardo) con la seconda parte di questo cammino.
Essendoci meno giorni a causa del mio ritardo nella pubblicazione, il compito sarà più semplice ma... c'è un MA.... avrete in aggiunta un compito che sarà semplice solo all'apparenza.
Domenica il vangelo parlava della Trasfigurazione:
<<E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce>>, il nostro sacerdote spiegò questo passo ai bambini con un esempio semplicissimo, ovvero di immaginare l'espressione del loro volto quando nel giorno del loro compleanno ricevono una sorpresa inaspettata e stupenda, ecco, a mio parere (non essendo sacerdote) il luccichio di gioia che appare negli occhi in quel momento è solo una piccola parte della meraviglia vissuta sul monte da chi era con Gesù.
Quella luce magari anche se fioca l'abbiamo durante la giornata ma svanisce per molte nel momento in cui ci guardiamo allo specchio e vediamo in noi, non quella creatura tanto amata da Dio, ma una persona piena di difetti e spesso indegna di quell'amore tanto grande...
Lo scopo del percorso e di imparare ad amarci come Dio ci ama e per farlo dobbiamo prenderci cura di noi stesse.
La scorsa settimana abbiamo lavorato sul viso e spero che siate riuscite a fare qualcosa, questa settimana vi chiediamo di dedicare un giorno allo scrub a braccia e gambe (se volete ho anche una ricetta per farlo in casa :) ) poi applicate ogni giorno una crema in base alle vostre esigenze, quindi se avete bisogno di idratare ne mettete una apposita, se volete una anti-cellulite metterete quella etc...
Ovviamente tutto questo serve per voi stesse, per sentirvi meglio e in ordine, con lo scrub salutiamo le cellule morte cosi come salutiamo il nostro modo di vederci piene di difetti.
Ecco invece il compito difficile che ci accompagnerà ogni settimana, la lista di ciò che ci piace e non ci piace di noi.
Prendete un foglio, lo dividete a metà e scrivete da un lato cosa vi piace di voi mentre dall'altro cosa non vi piace, il tutto mentre vi guardate allo specchio (possibilmente in intimo e non vestite, cosa che per molte è difficile fare)
Ogni settimana farete questa lista senza guardare quella precedente; al termine del percorso riprendendo tutte le liste vedrete se sarà cambiato qualcosa.
Vi auguro un buon percorso e per qualsiasi cosa scrivete di seguito o in privato.
Nel frattempo vi metto il link della scorsa settimana in modo che possiate avere un promemoria.
un caro abbraccio
Cristina e Maria.
(la scorsa settimana.. http://mammacattolica.blogspot.it/…/un-percorso-damore-vers… )