sabato 24 febbraio 2018

Quaresima con 40 bags in 40 days: è tempo di donare (2°settimana)



Buon pomeriggio,
eccoci con la seconda settimana  di questo percorso di Quaresima per purificarci dentro e fuori, spirito e materia in modo da arrivare a Pasqua pienamente preparate ad accogliere il Signore.
Vi ricordo che per condivisioni dei progressi tramite i social, il tag è #40bagsquaresimafolle oppure tramite facebook ed email a mammacattolica@gmail.com

La prima settimana la potete trovare qui: "Quaresima con 40bags in 40days: è tempo di alleggerirsi".
Inoltre la scorsa settimana aveva 3 giorni con alcune cose da fare più impegnative e 3 giorni molto più leggeri, questa settimana potrà sembrare più tosta ma leggendo bene capirete che non è cosi quindi non fatevi spaventare dalla lista e leggete bene tutto!
Ho pensato spesso all'idea di creare una lista più "soft" ma sarebbe una tentazione per molte e toglierebbe l'idea di impegno quaresimale.

Ogni settimana il titolo conterrà una parola diversa poichè indica lo scopo della settimana,per cui la scorsa riguardava l'alleggerirsi ed era più un discorso interiore per cui alleggerirsi dal rancore e dai sentimenti negativi.
Questa settimana la parola d'ordine è DONARE!

Vi ricordo ciò che serve in questo percorso:
- sacchetti da riempire (di varie dimensioni)
- quaderno per segnare i progressi e riflessioni
- Inno allo Spirito Santo
- Voglia di mettersi in gioco

e questa settimana aggiungiamo una cosa nuova...
- un computer o smartphone che abbia Spotify (lo potete scaricare facilmente)

ATTIVITA' FISSA:  recitare la preghiera del cuore "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore".

SECONDA SETTIMANA: DA DOMENICA 25 FEBBRAIO A SABATO 3 MARZO.

Domenica: Mc 9,2-10 Questi è il figlio mio l'amato
Lunedi: Lc 6,36-38 Perdonate e sarete perdonati
Martedi Mt 23,1-12 Dicono e non fanno
Mercoledi: Mt 20,17-28  Lo condanneranno a morte
Giovedi: Lc 16, 19-31 Nella vita tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.
Venerdi: Mt 21,33-43.45 Costui è l'erede. Su, uccidiamolo!
Sabato: Lc 15,1-3.11-32 Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.

L'Umanità di una persona non si misura in profumi, macchine, vestiti e cose,ma amore...

Voglio iniziare con questa frase tratta da un'omelia del vangelo  di giovedi ovvero un vangelo che ci ricorda che dobbiamo cancellare l'indifferenza e aprire gli occhi guardando chi soffre e facendo veramente qualcosa di concreto per loro.
Domenica iniziamo la settimana con la Trasfigurazione
"Le sue vesti divennero splendenti,bianchissime..."
Lunedi si continua con un vangelo che ci riporta alla nostra identità di cristiani, al fatto che dobbiamo  assomigliare a Dio nella sua misericordia tenendo conto che tutto ciò che ci circonda deve richiamare la sobrietà senza ostentazioni.
Ciò che siamo dentro lo dobbiamo essere anche fuori e per questo in molte persone ci vuole un bel cambiamento.
Il vangelo di martedi ci mette di fronte ad una frase molto forte di Gesù
"Una cosa ti manca, va vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi..."
Il Possesso ci trattiene dall'essere felici, motivo per cui  lo scopo di questa settimana è donare e donarsi agli altri, donare qualcosa di proprio agli altri che possa essere qualcosa di materiale oppure del nostro tempo per aiutare gli altri magari a trovare il bello di sè.
Cosi come nel vangelo di mercoledi si dice che
"solo chi serve è nella somiglianza migliore  Cristo"
Il vangelo di venerdi ci ricorda che davanti a Dio non  c'è spreco di nessun genere, cosi come Lui utilizza le pietre di scarto per costruire il suo Regno, noi dobbiamo evitare gli eccessi e gli sprechi nella nostra vita sia a livello materiale che interiore.
Con il vangelo del figliol prodigo dobbiamo ricordarci di ciò che abbiamo, del fatto che il Signore ci ama anche se chiediamo spesso più di quello di cui abbiamo bisogno ma come il Padre buono è sempre li ad aspettarci a braccia aperte nel momento in cui riusciamo a ritrovare la giusta dimensione delle cose e di ciò di cui realmente abbiamo bisogno.

➤ OBIETTIVI DI QUESTA SETTIMANA:

- Preghiera del cuore, 5 minuti.
- Preghiera allo Spirito Santo prima di fare attività
- Continuare a mettere nella scatola gli oggetti dolorosi o che ci rendono tristi
- Continuare ad aggiornare il quaderno.
- NOVITA': ascoltare una playlist appositamente creata per noi da Anita! 92 canzoni, 6 ore di musica cristiana per alleggerirci nelle nostre attività!

➤ PLAYLIST SPOTIFY ---->> CLICCA QUI


➤ ATTIVITA' QUOTIDIANE 2° SETTIMANA:

- Domenica: Pianificare
- Lunedi: Vestiti Armadio nostro
- Martedi: Vestiti Armadio dei bambini
- Mercoledi: Scarpe
- Giovedi: Guardaroba (o reparto giacche etc)
- Venerdi: Cassetti intimo/calze
- Sabato: Cassetti tovaglie/tovaglioli etc...

DONARE è la parola d'ordine di questa settimana per cui l'obiettivo è trovare ogni giorno qualcosa da donare, NON è necessario riordinare per bene armadi e cassetti, basta rimettere a posto bene magari cose fuori posto o appoggiate provvisoriamente etc, possono bastare anche pochi minuti (potete mettere un timer) al giorno, l'importante è trovare qualcosa da donare.
Tutto questo ascoltando la playlist di musica cristiana che troverete sopra!
Per chi ha più tempo può anche riordinare per bene tutto, questo sta a voi soprattutto in base alle vostre possibilità quotidiane.
Anche questa settimana non metto attività alternative, se non avete figli optate per sistemare in due giorni bene il vostro armadio, oppure riordinate altri scomparti dove sapete di avere qualcosa da poter donare.
Inoltre ricordo che potete anche DONARE il vostro tempo per aiutare qualcuno a fare ordine sotto ogni punto di vista.
Vi ricordo che per comunicare potete scrivere una mail, commentare questo articolo, oppure taggarci su instagram (@stiledivitadiunafollecattolica) e facebook (stile di vita di una folle donna cattolica) !!!

Buon settimana di quaresima a tutte!
Cristina

sabato 17 febbraio 2018

Quaresima con 40bags in 40days; è tempo di alleggerirsi. (1°settimana)



Buon pomeriggio,
eccoci qui finalmente con la prima settimana del nostro percorso di Quaresima insieme!
Come già ho spiegato sia nella pagina "Stile di vita di una folle donna cattolica" sia in un live fatto nel gruppo, sarà un percorso totalmente guidato.
Il centro di tutto questo percorso riguarda la purificazione sia a livello spirituale che materiale, in modo da arrivare alla Pasqua dove avremo un cuore totalmente aperto e predisposto ad accogliere il Signore; avremo imparato a fare spazio sia dentro che fuori di noi a tutto ciò che veramente conta.
Ogni sabato pomeriggio posterò qui e sui vari social le istruzioni per la settimana e potrete condividere sia in pagina che nel gruppo i vostri progressi, anche tramite mail all'indirizzo mammacattolica@gmail.com
L'HASTAG per i social è: #40bagsQuaresimaFolle

Perchè si chiama "40 bags in 40 days"?
- perchè ci siamo ispirate ad un progetto americano, esattamente una challenge dove in 40 giorni si devono riempire 40 sacchi di cose inutili.
Dato che noi italiani non siamo cosi accumulatori, abbiamo riadattato questa challege al percorso di quaresima per purificarci da ciò che non serve facendo piccoli passi ogni giorno, quindi non importa la grandezza dei sacchetti, non serve nemmeno farne uno al giorno ma conta arrivare almeno a 40 entro Pasqua, il tutto seguendo anche il filo conduttore dei vangeli.
Ci saranno giorni in cui non farete nemmeno un sacchetto e altri in cui ne farete magari anche 3, dipende tutto dall'attività che viene chiesta e da voi stesse.

Cosa servirà durante questo percorso?
- Sacchetti da riempire (di varie dimensioni, ma meglio mantenere come massimo quelli della spesa)
- Un quaderno dove appuntare sensazioni, progressi e riflessioni
- Scrivere l'invocazione allo Spirito Santo e appenderla in ogni stanza
- Tanta voglia di mettersi in gioco

ATTIVITA' FISSA: Ogni giorno  fate la preghiera del cuore "Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pierà di me peccatore".

PRIMA SETTIMANA, DA DOMENICA 18 A SABATO 24 FEBBRAIO

Domenica 18: Vangelo Mt 1,12-15 "Gesù, tentato da Satana, è servito dagli angeli"
Lunedi 19: Mt 25, 31-46 "Tutto quello che avrete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avret fatto a me."
Martedi 20: Mt 6, 7-15 "Voi dunque pregate cosi".
Mercoledi 21: Lc 11, 29-32  "A questa generazione non sarà dato il segno di Giona"
Giovedi 22: Mt 16, 13-19  "Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli"
Venerdi 23: Mt 5, 20-26   "Va prima a riconciliarti con il tuo fratello"
Sabato 24: Mt 5, 43-48   "Siate perfetti come il Padre vostro celeste"


Il vangelo della domenica che da inizio a questa prima settimana ci mette subito di fronte al Signore che non cede e resta fermo nel silenzio del deserto, e il tentatore che fa di tutto per sviarlo dal suo reale scopo.
In questo inizio di percorso non facciamoci tentare dal mollare o dal dire "non posso farcela", perchè non è cosi, chiedendo aiuto al Signore tutto è possibile perchè ci sostiene.
Non fatevi abbattere, tutto ciò è fatto in modo guidato proprio per sostenersi a vicenda e non cadere nella tentazione di mollare tutto.
Il filo conduttore di questa prima settimana ci porta a guardare dentro di noi, nel nostro cuore per fare pulizia di ciò che non serve.
Nel vangelo del venerdi Gesù ci insegna a fare pulizia nel cuore perchè spesso si da più importanza al giudizio della gente che al nostro cuore per cui dobbiamo chiedere al Signore di aiutarci a fare discernimento e a chiarire malintesi con gli altri.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Dobbiamo chiede che ci guidi nel percorso di purificazione sia da cose materiali ma soprattutto dai sentimenti che non vanno bene.
Il vangelo del sabato dice "Amate i vostri nemici", un vangelo forte che chiede compassione che ci spinge a cercare le cose buone che si trovano in chi in realtà non non amiamo ma quasi ci da fastidio come persona trovando spesso solo difetti o cose negative.
amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 
Nel vangelo del lunedi Gesù ci mostra ciò che ci attende dopo la morte, ma ci porta anche a pensare che quel giorno il Signore metterà sul tavolo tutto ciò che abbiamo fatto fino ad allora e di materiale non avremo nulla con noi.
Per cui dovremmo imparare a smistare ciò che ci serve realmente da ciò che non ci serve per rendere la nostra vita più leggera e senza legami troppo materiali.
Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra

OBIETTIVI DI QUESTA SETTIMANA:
- Preghiera del cuore, iniziamo con 3 minuti al giorno.
- Fare pulizia nel cuore da sentimenti come il rancore, la rabbia, la delusione e tutto ciò che è negativo e scrivetelo sul quaderno, se avete delle persone che vi irritano o con cui avete avuto malintesi pensate ai loro lati positivi e contattatele.
- Pensare se in casa avete degli oggetti che vi provocano tristezza e dolore e metteteli in una scatola, li rivedremo a fine cammino.
- Prima delle attività pregare lo Spirito Santo perchè ci guidi, sarà il nostro unico "Spiritual Coach".

ATTIVITA' QUOTIDIANE DELLA PRIMA SETTIMANA:
- Domenica: riposo (pianificate)
- Lunedi: Sistemare e riordinare i prodotti della pulizia (pulire il cuore e non solo)
- Martedi: Sistemare il cassetto/armadio della spazzatura
- Mercoledi: riordinare armadietto dei medicianali
- Giovedi:  riordinare le fotografie e album, togliere e mettere nella scatola quelle che ci fanno male o ci rendono tristi.
- Venerdi: sistemare i biglietti di auguri, lettere etc..
- Sabato: Stampate foto che vi fanno stare bene e appendetele in casa in modo da strapparvi un sorriso e che vi aprano il cuore quando le vedete.

Sono tutte attività che portano a predisporci nel modo giusto per questa quaresima, e per aiutarci a non arrenderci perchè con l'aiuto del Signore possiamo fare tutto.

Ci sono attività alternative ma le metterò per le prossime settimane perchè qui non servono.
Ciò che verrà eliminato alcune volte verrà sottolineato il fatto che andrà donato a chi ne a bisogno, altre volte starà a voi decidere cosa fare.
Fateci sapere come va, se avete perplessità, domande, se volete condividere idee, progressi etc.
Come scritto all'inizio potete farlo tramite blog, mail, grippo, pagina fb, instagram.. tutto!
Vi auguro un meraviglioso percorso di Quaresima e grazie di cuore.
Cristina

domenica 11 febbraio 2018

Quaresima: tempo di preghiera, digiuno ed elemosina.

Buona domenica,
ci stiamo avvicinando alla Quaresima, un tempo liturgico molto importante e particolarmente propizio e adatto alla crescita nella vita di fede.
La Quaresima è tempo di purificazione nel senso più bello e ampio del termine ed è proprio su questo termine che si baserà tutto il nostro percorso in attesa della Pasqua.
Una purificazione spirituale e materiale per capire l'importanza di ciò che abbiamo, per fare delle scelte su ciò che dobbiamo tenere e ciò che dobbiamo donare o buttare perchè per la nostra vita non vanno bene.
40 bags in 40 days è un progetto americano, noi lo abbiamo rivisto e riorganizzato quindi diciamo che la base materiale è la stessa, noi ci abbiamo messo tutto il contorno, riordinato la lista, ridistribuita per le settimane di quaresima in base al filo conduttore dei vangeli di ogni settimana.

Ogni settimana verranno proposte delle attività quotidiane di decluttering, ovvero liberarsi di tutto ciò che è superfluo e non necessario sia a livello materiale che spirituale, per arrivare alla Pasqua più leggeri e più incentrati su Gesù.
Inoltre si faranno dei piccoli passi per riscoprire l'essenziale nella nostra vita di fede, dalla creazione di angoli di preghiera al donare a chi ne ha bisogno, alla preghiera del cuore quotidiana e molto altro.
Per questo sarebbe bello annotare pensieri e riflessioni su un quaderno per poter vedere poco a poco i progressi che si fanno in queste settimane.

In questo tempo di Quaresima ci sono tre elementi fondamentali:
- Il digiuno
- La Preghiera
- L'Elemosina
Sono aiuti per liberarci da noi stessi e che ci aiutano a relazionarci con il Signore per vivere l'amore e la misericordia.
Ora vediamoli uno ad uno.

Digiuno.
"Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno" (Matteo 9,15)
Il Signore prevede il digiuno per il suoi discepoli, ed esorta noi a viverlo come occasione per prendere coscienza chiara del nostro limite creaturale e diventare cosi compassionevoli verso quanti non hanno mezzi di sostentamento.
Il digiuno diventa un esercizio di discernimento da ciò che ci serve realmente rispetto a ciò di cui pensiamo di avere bisogno.
Spesso non ci rendiamo conto di quanta abbondanza abbiamo, non solo alimentare ma di ogni cosa, per questo il digiuno non va visto in modo più ampio diventando cosi un esercizio di umanità.
Ci ritroviamo quindi a fare un pò il punto della situazione sul nostro rapporto con il cibo e con tutte le altre realtà con cui abbiamo a che fare e con cui nutriamo la nostra vita.
<<Il segreto di un digiuno accetto da Dio ha senso nella misura in cui sciolga "catene e legami">> (Isaia 58,6)
In questo modo, il digiuno conserva si la sua caratteristica ascetica di privazione e mortificazione, ma comprende un senso di aiuto all'elevazione della coscienza che l'uomo ha di se stesso.
Si può optare per un'astinenza oppure per una sospensione completa per un tempo previsto, l'importante è far emergere la verità del proprio desiderio per purificarlo.

Preghiera.
La preghiera è innanzitutto un atto di presenza a Dio, di ricerca del suo Volto.
La preghiera è una scuola di vita e fa della vita una scuola di ricerca del volto di Dio fino a riconoscerlo negli innumerevoli volti umani.
Attraverso la preghiera diventiamo capaci di onorare il nostro limite senza esserne schiacciati, dove quel limite diventa uno sgabello che ci permette di lanciarci alla scoperta del mondo di cui facciamo parte e che è tanto grande e stupendo.
La preghiera ci permette di riscoprire la leggerezza fatta dai gesti d'amore semplici e allo stesso tempo forti.In fin dei conti basta poco, le mani giunte e gli occhi socchiusi; mettersi vicino alla terra inginocchiandosi senza perdere, ma recuperando interamente la nostra dignità; una parola o silenzio...
Quanto è semplice e meraviglioso pregare!
Cosa è pregare?
lo i può sperimentare continuamente come quando si vive un atto d'amore o un sussulto di disperazione dove non è mai totalmente nuovo ma allo stesso tempo è completamente unico.
La preghiera è un lavorare su se stessi per curare una relazione con Dio, perchè se non parliamo con lui, se non preghiamo come possiamo avere con lui una relazione? E' impossibile.
Ogni volta che il nostro cuore si apre al rischio della preghiera, ci regaliamo la possibilità di guardare la nostra vita da un punto di vista più ampio.
La preghiera nonostante possa sembrare qualcosa di intimo e privato, in realtà ci mette sempre in comunione con tutti o nostri fratelli e sorelle in comunità ma anche con tutte le creature del cielo e della terra.

La bontà del digiuno e la vertà della preghiera si giudicano dai "frutti" di conversione.
"Cosi ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi" (Mt 7,17)

Elemosina.
questa terza opera quaresimale è spesso fraintesa o mal utilizzata poichè si rischia di tradurla in un gesto con cui ci si libera del fastidio dell'altro che ci chiede aiuto o solo attenzione.
Nelle scritture questa parola ci riporta a quel balsamo di misericordia che chiediamo continuamente a Dio per noi - Kyrie eleison!- e che ci impegniamo a spalmare dolcemente sulle ferite e le fatiche di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino.
Basta ricordare queste parole di Gesù:
"Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro" (Lc 11,41)
Ci si deve distogliere dal totale amore di sé per aprirsi a qualcosa di più grande, a quella conversione che ci porta all'amore incondizionato per l'altro.

Questo è ciò che serve per prepararsi alla Pasqua nella verità dell'amore.

Mancano pochi giorni, esattamente 3 al mercoledi delle ceneri, per quel giorno la nostra proposta è una sola ovvero una specie di digiuno digitale, si può fare digiuno per l'intera giornata oppure utilizzando un timer impostando un tempo durante il giorno senza sforare, questo lo dovete decidere voi.
Questa proposta varrà anche per il Venerdi Santo.
Dalla prima domenica di Quaresima inoltre sperimenteremo ogni giorno la preghiera del cuore, ma di questo vi parlerò nel prossimo post che sarà sabato 17 febbraio con tutte le istruzioni per la prima settimana di Quaresima.
Un caro abbraccio
Cristina


mercoledì 7 febbraio 2018

Andare a messa, anche l'abbigliamento conta.

Buon pomeriggio,
eccomi con un nuovo argomento, questa volta più  leggero ma pur sempre importante e da rispolverare ovvero l'abbigliamento per andare a messa.
Poco tempo fa ho parlato ai ragazzi del catechismo di questo argomento e molti cadevano  dalle nuvole poichè non sapevano che ci fosse un minimo di criterio da mettere in pratica.

3 Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell'intrecciarsi i capelli, nel mettersi addosso gioielli d'oro e nell'indossare belle vesti, 4 ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore. (1Pietro 3,3-3,4)

"L'abito non fa il monaco" è la frase che spesso leggo, ma quando la leggo o sento dire da cattolici diciamo che un pò mi viene da storcere il naso... perchè?
Per un semplice motivo, sostengo l'idea che ciò che siamo fuori deve rispecchiare ciò che siamo dentro per cui se siamo cattolici, la nostra fede diventa uno stile di vita a 360° per cui anche il mio modo di vestire avrà delle caratteristiche precise.
Spesso è anche l'umore che condiziona il nostro modo di vestire, se non devo andare a lavorare o non devo uscire di casa magari resto con la tuta perchè magari è una giornata in cui non ho voglia di cambiarmi e sono pure un pò triste; se sono felice e piena di energia anche se sono a casa mi vesto come se dovessi uscire etc...
Quindi anche la nostra fede dovrebbe condizionare il nostro essere esteriore anche perchè può essere da esempio per gli altri, diciamo che diventa una sorta di coerenza con se stessi al 100%.
Provate a pensare a che sensazioni vi trasmette una persona trasandata rispetto ad una curata, penso che sia evidente che se una persona è felice ma trasandata qualcosa non va... non dico che si debba essere perfette, sempre ben vestite e perfettamente curate ma il "minimo sindacale" per poter trasmettere qualcosa di positivo penso sia doveroso.
Più volte il Santo Padre ha parlato della grossa differenza tra cristiani tristi e cristiani gioiosi e della differenza che queste due persone hanno nel trasmettere la vita in Cristo, ecco, essere curate, non trasandate e presentabili anche nella vita quotidiana è un biglietto da visita non indifferente.
Dobbiamo anche un pò distruggere quell'idea che una donna cattolica si veste "come una nonna" ed è infelice, perchè non è cosi.
Non esiste un manuale da seguire del "come si veste un bravo cattolico o una brava cattolica", semplicemente viene naturale mantenere una linea modesta e che non metta troppo in mostra il nostro corpo.

Questo post però nello specifico parla di abbigliamento per la messa, il che ha un altro criterio rispetto alla vita quotidiana dove invece possiamo essere anche meno impeccabili e farci guidare più anche dalla comodità.

In inverno la faccenda è più semplice, ci si copre di più proprio perchè le temperature non permettono di scoprirsi troppo, c'è un cappotto/giacca che copre ciò che abbiamo sotto per cui non è troppo difficile.
Un abito al ginocchio con collant sia coprenti che meno coprenti, un paio di scarpe eleganti oppure stivali, un cappotto ed il gioco è fatto.
Una gonna al ginocchio con un lupetto oppure camicia e golfino, oppure maglioncino; collanti coprenti o meno e anche in questo caso scarpe eleganti (non necessariamente alte) oppure stivali ed è perfetto.
Ecco alcuni esempi di outfit concessi da due care amiche Erika e Linda.

Ecco ora altri outfit in questo caso riguardano un abbigliamento elegante ma con dei pantaloni:

                             

Gli esempi che seguono invece riguardano svariati stili sempre di moda modesta utilizzabili per la Santa messa, in base alla stagione ci può essere aggiunta di cappotto e collant adeguati.

  

La gonna sotto il ginocchio non  è sinonimo di "modalità nonna" ma può essere estremamente giovanile ed elegante se abbinata in modo corretto.
Anche l'altezza di chi le indossa non sempre è rilevante, basta abbinare la cosa giusta.



 


Questa è una versione più sportiva con abbinate delle snikers quindi da proporre anche alle ragazzine.


Insegnare ai nostri figli sin da piccoli a vestirsi in modo adeguato per andare a messa è il primo passo da seguire.
Evitare jeans strappati al giorno d'oggi è estremamente difficile, cosi come l'indossare minigonne e magliette cortissime, per cui va spiegato il motivo per cui a messa va indossato un abbigliamento elegante e sobrio.
Non si va a fare shopping oppure un giro al parco o in discoteca, si va nella casa del Signore, si è invitati a casa sua e quando solitamente si va a casa d una persona importante ci si veste bene, si tende ad avere un occhio di riguardo per il look,ci si prepara con calma, si sceglie il giorno prima cosa indossare per essere pronti il prima possibile perchè non vediamo l'ora di incontrare questa persona importante..
Ecco, lo stesso criterio va utilizzato quando si va a messa, si va a trovare una persona importantissima per la nostra fede per cui si deve essere presentabili, eleganti e solari.
Andare a messa in tuta da casa, vestiti come se fosse un giorno qualsiasi della settimana, oppure in infradito in estate, non ci fa entrare con lo spirito giusto perchè come detto in precedenza, ciò che siamo fuori è lo specchio di ciò che siamo dentro e devono essere in simbiosi.
Fare un piccolo sforzo in quel giorno della settimana in cui siamo invitati dal Signore magari può anche cambiarci l'umore e ci fa uscire di casa con il sorriso perchè fare quello sforzo ci ha fatto bene.
Quando ero piccola sono stata cresciuta con questa idea nonostante i miei genitori non fossero molto cattolici, ma l'idea del "la domenica ci si veste bene" mi è stata trasmessa quindi ricordo che da piccolina ogni domenica vestito o gonna e la giacca "della festa".
Oggi questo messaggio non passa, o viene messo in secondo piano quando in realtà è un messaggio stupendo.
Quando l'ho spiegato a catechismo, la settimana successiva già alcune avevano messo in pratica il consiglio ed è stato bello, anche loro hanno iniziato a dare un valore diverso all'idea di "prepararsi per la messa".
Questo argomento è estremamente ampio per cui ne parlerò ancora, sia di consigli anche per quanto riguarda la moda quotidiana sia per l'abbigliamento quando inizierà  a fare più caldo, il che è un tasto dolente per molte, inoltre non può mancare un articolo anche per quanto riguarda la moda modesta per gli uomini!
A presto.
Un caro abbraccio
Cristina




mercoledì 31 gennaio 2018

Spiritualità dal Basso (ultima Parte)

Buon pomeriggio,
eccoci qui con l'ultima parte del libro del gruppo di lettura condivisa.
Il prossimo verrà gestito diversamente ovvero, un live nel gruppo e un solo post qui con tutte le riflessioni scaturite del gruppo principale.
I n questa occasione, nonostante le pagine siano molte, le riflessioni sono piuttosto sintetiche poichè alla fine nel libro vengono ripetute sempre le stesse cose già dette in precedenza, c'è si l'aggiunta di citazioni ed esempi ma andrebbe letto tutto per cui fare delle riflessioni porterebbe a citare intere pagine.
Per cui iniziamo subito.

In queste pagine viene spiegato come la SB (spiritualità dal basso) sia fondamentale per un percorso di crescita e di cambiamento interiore, è il mezzo che ci porta a capire e cercare Dio nelle nostre passioni, nella malattia, nelle ferite e quando ci sentiamo impotenti.
Nel momento in cui accetto e cerco di comprendere un atteggiamento sbagliato, allora sono sulla strada giusta; nel momento in cui condanno un atteggiamento senza chiedermi il perchè provi quel sentimento sbagliato o mi comporti in un certo modo allora non potrò mai pensare di avere un rapporto sincero con Dio.
Le cose sbagliate non vanno sradicate senza comprenderle altrimenti ricresceranno dopo poco tempo, oltre a mentire a noi stessi.

La SB ha 3 vie:
- Dialogo con i pensieri e sentimenti
- calarsi in profondità nelle emozioni e passioni
- capitolazione davanti a Dio.
Per cui gli istinti non vanno dominati ma trasformati e per farlo vanno compresi.

Un esempio è la malattia... nessuno vorrebbe ammalarsi, tutti vorremmo la piena salute per poter fare sempre qualcosa, essere sempre operativi etc...
Ma la malattia è anche un segnale, il nostro corpo in qualche modo deve mandarci dei segnali per farci capire che stiamo esagerando, abbiamo bisogno di una pausa,... dovremmo ringraziare il nostro corpo perchè tutto sommato ci aiuta, ci obbliga magari a stare a letto per riposare quando magari senza quel mal di testa o quel dolore non ci saremmo mai fermati magari ignorando cose più importanti.
C'è un esempio di malattia che mi riguarda, "L'allergia mi potrebbe costringere a vivere in modo disciplinato, a vivere io stesso anzichè essere vissuto" ed è verissimo... ci sono passata a ci sto passando con problemi di salute piuttosto importanti ma grazie a questi problemi ho rivisto la mia vita, l'ho rivalutata, la sto impostando in modo molto diverso.. ho persino imparato a chiedere aiuto, cosa impensabile per me nonostante 3 figli...
La spiritualità dal basso ci porta a riflettere su ciò che viviamo; la spiritualità dall'alto invece  ci farebbe pensare che se fossimo vissuti in modo giusto, non sarebbe accaduto...  errore enorme questo pensiero.

Altro tema riguarda le ferite e i traumi subiti, ogni persona affronta in modo diverso le ferite ma lasciano a chiunque un segno che venga o meno sotterrato e chiuso a chiave è un discorso diverso.
La cosa uguale per tutti riguarda il portarne i segni in atteggiamenti, e magari anche problemi fisici e di salute che sono dopo aver analizzato il problema si scopre che risalgono a quel trauma o ferita.
In un altro post avevo parlato proprio di alcune ferite piuttosto grosse vissute e lo trovare QUI.

La cosa che mi è piaciuta molto di quest'ultima parte riguarda la spiritualità dal basso nelle comunità, in cui spiega come una guida spirituale sia importantissima e come ogni sacerdote deve dirigere le anime servendo i diversi caratteri.
"La guarigione avviene grazie alla dedizione svolta da chi si prende cura, si abbassa e si adatta all'ammalato"
La trovo una frase splendida che andrebbe utilizzata come stile di vita con chiunque incontriamo.
La SB è un cammino di umiltà (come atteggiamento religioso) come espressione dell'esperienza di Dio e della nostra realtà, un cammino di trasformazione che avviene quando ci riconciliamo con ciò che siamo.

Concludo con un'altra frase splendida:
"L'umile non disprezza il fratello o la sorella, ma vede in loro Cristo"; va rispettato il mistero dell'altro, non possiamo pretendere che ogni persona si comporti come vogliamo noi ma dobbiamo capire l'altro, avere l'umiltà di dire "ok, non è come vorrei ma è pur sempre un fratello o una sorella in Cristo e questo è un dono".

Vi riporto un commento a vangelo di ieri scritto da Luigi Maria Epicoco Ft

C’è una donna che da dodici anni soffre di una malattia inguaribile. E poi c’è una bambina di dodici anni che a causa di una malattia muore. Il tempo della vita di questa bambina è proporzionale al dolore che quella donna ha passato nel tentativo vano di guarire. C’è un papà disperato, Giairo, che si butta ai piedi di Gesù: “«La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva». Gesù andò con lui”. Poi c’è la fede di questa donna: “«Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male”. Ma il miracolo non è guarire, il vero miracolo è incontrare Cristo attraverso quella malattia: “Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». (…) Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male»”. La lezione è immensa: ciò che conta è non sprecare quella sofferenza, perché potrebbe diventare il motivo per cui si incontra il senso stesso della vita, che per un credente ha un nome e un cognome: Gesù Cristo. Quei dodici anni non sono stati inutili, ma in una maniera misteriosa hanno condotto questa donna a trovare il volto del senso della vita stessa. Questo insegnamento però ha un alto prezzo: la figlia di Giairo muore senza che Gesù sia riuscito ad arrivare in tempo: “«Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!»”. Giairo si fida, Gesù le ridà la figlia viva, e così è chiara anche la seconda lezione: credere è saper disobbedire all’evidenza della morte. Chi ci manca non lo abbiamo perduto per sempre, a patto però che nel frattempo (di questa vita) ci fidiamo di Gesù che fa quel tratto di strada mancante con noi. #dalvangelodioggi

Grazie a tutte perchè ho avuto l'opportunità di riflettere ancora di più su questo libro.
A presto
Cristina

venerdì 26 gennaio 2018

Carnevale, va bene mascherarsi?


Buon pomeriggio,
oggi ho rivisto e risistemato questo vecchio post a tema "Carnevale" dato che si sta avvicinando.
Da che ricordo ho sempre dato per scontato che il carnevale fosse festeggiato da chiunque, senza pormi chissà quanti dubbi a riguardo nonostante personalmente non ami affatto questi giorni... anzi,non li sopporto proprio.
Nulla a che vedere con le origini di questa ricorrenza ma di base non ho mai amato travestirmi, soprattutto intorno agli 11/12 anni, dove si passa dai vestiti da principessa a quelli da "teppista" o "punk"con jeans bucati, bandana, disegni in viso, manganello di plastica (negli anni '90 si usava cosi) e ti ritrovavi a dover passare le giornate a scappare correndo per il paese perchè "quelli più grandi" rincorrevano te e il tuo gruppetto di amici con la schiuma (con cui ti avrebbero riempito da capo a piedi), oltre ad avere dei simpatici manganelli, si di plastica, ma riempiti con della sabbia!
Quelli però me li evitavano perchè ero una ragazza ed erano amici di mio fratello, avere certe conoscenze serviva ;)
La sera poi se uscivi dovevi stare attenta a quelli che avevano già la patente perchè c'erano delle guerriglie con uova marce che fortunatamente non ho mai preso, ma in giro per il paese lasciavano decisamente il segno per giorni.
Ecco, il carnevale lo lascerei solo per la fascia d'età 0-9 anni, anche se nonostante tutto non ho la benché minima idea di come lo festeggino i ragazzini di oggi oltre la scuola elementare.
Mia figlia ha 7 anni e mezzo  ed è ancora nel periodo principesse, vestiti lunghi e super eleganti, mio figlio di 5 anni è in fase Spiderman e Tartarughe Ninja, mentre il piccolo di un anno starebbe bene con qualsiasi cosa.
Torniamo a noi, la domanda del titolo credo sia lecita dal momento in cui ad oggi mettono Carnevale e Halloween sullo stesso piano ignorando i significati di una e dell'altra festa.
In realtà sappiamo benissimo che non è cosi ma quando ad halloween noi cattolici ricordiamo di che tipologia di festa si tratta, la classica frase in risposta è "ma alla fine ci si traveste come a carnevale...", si peccato che in realtà sono due cose distinte.

Allora, che cosa è il Carnevale?
Il Carnevale è il periodo che precede la quaresima, si festeggia con feste mascherate, vere e proprie  sfilate di carri allegorici, gare in maschera etc.
Si conclude il giorno di martedì grasso, ovvero il giorno che precede il mercoledì delle ceneri, (primo giorno di quaresima).
Il nome deriva probabilmente dal latino medievale carne levare, cioè "togliere la carne" dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto nella religione cattolica di mangiare la carne durante i quaranta giorni di quaresima.
Non è certo una festa religiosa, tuttavia non avrebbe molto senso senza il calendario delle festività liturgiche, perciò una riflessione sull'origine e sul significato può essere utile anche per capire la fede.
Le radici sono molteplici, si spazia da quelle ebraiche, pagane, cristiane che ci rimandano ad aspetti comuni dell’uomo di tutti i luoghi e di tutti i tempi.
Nel calendario ebraico ad esempio, il carnevale corrisponde grosso modo la festa dei Purim, che ricorda la salvezza di Israele dall’incombente persecuzione degli ebrei nel regno di Persia, salvezza conseguita, secondo il racconto biblico, dalla regina Ester.
Allo stesso tempo, dietro questa festa che possiamo definire "profana", che aveva e ha tuttavia il suo posto nel calendario religioso, c’è quella conoscenza del ritmo del tempo, validamente espressa nel libro di Qoèlet.
"Tutto ha la sua ora e c’è un tempo per ogni cosa sotto il sole: un tempo per la nascita e un tempo per la morte, un tempo per piantare e un tempo per cogliere ciò che si è piantato…un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per lamentarsi e un tempo per ballare”"(Qo 3,1ss.).
[per info riguardo il Qoèlet vi mando QUI]

Tornando alle origini del carnevale, oltre al collegamento ebraico  c'è quello pagano,che si serve di maschere dei paesi alpini e svevo-germanici dove si celebravano i riti della cacciata dell’inverno, dell’esorcismo delle potenze demoniache per cui la maschera diveniva una protezione dal mondo che cambiava.
A questo punto accade una cosa molto significativa: la maschera demoniaca si trasforma, nel mondo cristiano, in una maschera divertente; la lotta pericolosissima con i demoni si cambia in gaudio prima della gravità della Quaresima.
In questa "mascherata" avviene ciò che ritroviamo spesso nei salmi e nei profeti, ovvero diviene scherno di quegli dei che chi conosce il vero Dio non deve più temere!
Quelle maschere sono diventate qualcosa di divertente, esprimono la gioia da parte di chi invece prima aveva paura.
In poche parole, avviene una specie di "liberazione cristiana", la libertà di quell’unico Dio, che rende perfetta quella libertà ricordata dalla festa ebraica dei Purim.
Con il cristianesimo quei riti pagani tramutarono il loro carattere magico e rituale per diventare e rimanere semplicemente una forma di divertimento popolare.
Durante il Medioevo e il Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica.
Ancora oggi il Carnevale rappresenta un'occasione di divertimento e si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate, le feste.
Feste e sfilate che spesso, almeno da noi, sono organizzate dagli oratori come occasione per divertirsi insieme, ben diverso dal messaggio trasmesso da halloween (di cui preferisco non parlare).
Da noi ci sarà una sfilata organizzata dall'oratorio con un tema ben preciso, ogni anno è un tema diverso, quello precedente riguardava i cartoni animati.
I ragazzi si impegnano nel costruire il carro a tema, quindi diventa anche un ottimo modo per trascorrere del tempo in oratorio tutti insieme nel creare qualcosa di bello e gioioso.
Per cui rispondendo alla domanda da cui ha avuto origine il post, direi proprio di si, va bene mascherarsi senza però esagerare, senza diventare volgari e senza fare del male agli altri.

Buon carnevale!! a breve arriveranno post riguardo le ceneri e la quaresima...
a presto.
Cristina
[le fonti di tutto questo sono innumerevoli, recuperate da vecchi file]

mercoledì 24 gennaio 2018

Come rovinare i figli per le guerre di coppia.



Buon pomeriggio,
l'argomento di oggi è estremamente difficile da trattare, ci sto lavorando da settimane perchè trovare le parole giusto per spiegare certe dinamiche non è semplice, bisogna tenere conto di mille fattori e molto altro, per cui mi baso semplicemente sulla mia personale esperienza.
Non è stato facile esporre tutto ma spero possa essere d'aiuto.

Sono figlia di genitori divorziati, si sono separati quando io ho compiuto 18 anni mentre mio fratello ne aveva 23.
Si sono separati dopo anni, anni e anni di litigi quotidiani dove una bambina di 8 anni arriva a sperare che i propri genitori si separino per poter finalmente vivere delle giornate tranquille.
Ricordo ancora quando avevo 5 anni e mio padre voleva buttarci fuori di casa, mentre aspettavamo mio fratello per andare da mia nonna io avevo preparato un sacchetto di plastica verde con dentro alcuni peluches; alla fine mio padre ha cambiato idea, mia madre madre ha dormito in un'altra stanza e il giorno dopo era tutto come prima.
Ora ne ho quasi 33 di anni ma lo ricordo come se fosse ieri, come ricordo ogni litigio, il motivo dei litigi, ciò che si dicevano e questo un bambino se lo porta dietro e crescendo in qualche modo butta fuori tutto ciò che ha vissuto tramite paure, atteggiamenti etc..
Per carità non sono una psicologa ma alla fine se ti analizzi ci arrivi e devo ringraziare anche il mio padre spirituale per avermi fatto notare collegamenti  che io avevo ignorato.
Come il mio voler essere perfetta nel seguire la chiesa e tutto ciò che ci sta intorno, il voler essere perfetta per essere accettata dal proprio padre che alla minima virgola sbagliata ti cancella dalla sua vita.
Ecco, il mio padre spirituale però mi ha ricordato che Dio è un padre che mi ama indipendentemente da ciò che sono e mi ama anche nei miei errori ed è accanto a me per aiutarmi.

Faccio la catechista da qualche anno e riesco a capire al volo quando ho a che fare con bambini che hanno problemi a casa, li riconosco dopo la prima lezione e mi dispiace dirlo, ma non li tratto come gli altri, ma con un occhio di riguardo in più.
Mi rivedo tanto in loro, avrei tanto voluto che qualcuno mi avesse capita e presa nel modo giusto, per cui lo faccio con loro o per lo meno ci provo.
Quando poi senti gli stessi bambini che a 7-8 anni ti raccontano senza peli sulla lingua la loro vita, non riesci proprio a capacitarti di come un  genitore possa (Involontariamente?) rovinare un figlio.
Una bambina nel chiederle se aveva fatto il presepe, la sua risposta è stata "no, mio papà lo voleva fare, ma la mia mamma per ripicca lo ha rotto"...

Ti chiedi perchè caspita i genitori si riducano a rovinare i propri figli utilizzandoli come merce per ricatti, scambi, oppure semplicemente hanno talmente tanta rabbia che nemmeno si accorgono che litigando davanti a loro possono causare un trauma e delle ferite che difficilmente si potranno rimarginare.
Mi è capitato ancora in fase di separazione di sentire frasi come:"si, va beh, ma mio figlio sembra sereno quindi la sta prendendo bene" oppure quando anno nuovi compagni: "guarda, il mio nuovo compagno piace tanto a mio figlio (o ai miei figli), giocano insieme, chiacchierano..." poi non fa niente se questi bambini soffrono in silenzio, o fanno finta di nulla per non deludere il genitore.
Una qualsiasi situazione particolare porta sempre a destabilizzare i bambini e no, non credo alla favoletta che si sanno adattare meglio degli adulti, sono gli adulti che lo vorrebbero in situazioni come queste perchè fa comodo a loro.
Si, si possono adattare meglio degli adulti su certi cambiamenti ma che non riguardano la sfera affettiva/familiare perchè quelle lasciano sempre dei segni più o meno visibili.
Mio padre ha una compagna da anni, lo scorso mese si sono sposati e solo Dio sa quanto sono stata male, quanto male abbia fatto vedere tutto ciò e avere la conferma che la mia famiglia d'origine non esiste più (almeno per Dio invece c'è ancora).
Ho avuto forti segni anche a livello di salute per questa cosa ma solo pochi lo sanno, una persona può pensare "cavolo, hai 32 anni, dovresti capire come  funziona la vita"; si ho 32 anni ma certe sofferenze non cambiano anche se vedi tuo padre tutto sommato felice per ciò che sta vivendo, ma come figlia pensi a ciò che sarebbe potuto essere se i tuoi genitori avessero messo da parte rancori e soprattutto quel maledetto orgoglio.
Orgoglio, quel sentimento maledetto che rovina gran parte delle famiglie perchè si mette al centro se stessi anziche l'altro, si pensa a stare bene noi a "vincere" noi discussioni, quando basterebbe fare un passo indietro per poter stare fianco a fianco, prendersi per mano e affrontare i problemi della vita in due (anzi, in 3! perchè il Signore è sempre con noi).

C'è ben poco da fare, certe ferite te le porti dentro e prima o poi vengono a galla perchè non puoi uscire indenne alla vista di continui litigi tra i tuoi genitori, ai continui sfoghi di tua madre contro tuo padre.
Non puoi uscire indenne quando tua madre a 9/10 anni ti usa come valvola di sfogo vomitandoti addosso continue lamentale verso tuo padre o insulti contro la sua famiglia.
Quando ti insegna a dare nomignoli a tutti i parenti, quando ti fa credere che il mondo ce l'ha con te e sono sempre gli altri a sbagliare.
Anche quando ti chiudi in camera con le cuffie, sai benissimo che il film è sempre lo stesso, oppure quando esci di casa a 15 anni e rientri alle 2 di notte pur di stare lontana da casa, magari piuttosto brilla, quando a quell'età esci quasi tutte le sere, alla fine a tua madre non importa, ti asseconda probabilmente per avere meno sensi di colpa.
Peccato che magari tu vorresti qualche strigliata in più, invece certi genitori assecondano  ogni capriccio dei figli perchè pensano di renderli felici cosi, invece li renderebbe più felice una sgridata, una chiacchierata per sapere come stanno..
Perchè non può essere normale che un genitore accetti che la figlia di 15/16 anni uscendo insieme per l'aperitivo beva un bicchiere di vino bianco.

Quando un genitore ti porta quasi ad odiare l'altro genitore, ti porta ad andare con lei in tribunale sperando che tu intervieni contro quella persona, quando ti tira in mezzo ogni attimo della tua vita, c'è qualcosa che non va e va fermato.

La mano di Dio ad un certo punto è intervenuta, ne ho la piena certezza, anche se in un modo un pò troppo brusco ma da allora tutto è cambiato.
In realtà sono accadute due cose forti ma quella che ha scosso di più questo legame familiare malsano è stata la prima.
Sintetizzo perchè certe cose fanno ancora male, in poche parole il compagno di mia madre dopo una discussione mi ha messo le mani addosso girandomi il braccio dietro la schiena buttandomi contro il muro e trascinandomi fuori dal suo locale.
Mia madre in tutto questo? è rimasta a guardare, "vai a casa che poi ti passa, sei stata tu a provocarlo, lui ha solo reagito", come ci si può sentire quando la persona che ti ha messo al mondo non ti difende? Addirittura inventa bugie per giustificare quella persona, si perchè ha detto a mio fratello che ero stata io ad iniziare..
Ti crolla il mondo addosso, inizi ad analizzare la tua vita da quando eri piccola e inizi a mettere in dubbio ogni singola parola detta da tua madre, inizia ad aprire gli occhi e a renderti conto che probabilmente tutto ciò che aveva detto erano bugie, che per i precedenti 28 anni hai vissuto nella menzogna, e pensi "chissà quante bugie ha raccontato in tutti questi anni, chissà quanto odio ha alimentato in me quando in realtà non erano messe cosi le cose", non ho mai avuto un rapporto con i miei nonni paterni a causa di tutto ciò che mia madre mi raccontava e loro ora non ci sono più.
L'ho allontanata dalla mia vita per molti mesi, poi l'ho riavvicinata per i miei figli, perchè loro non dovevano sapere cosa era successo, per cui ha ripreso a vederli a casa nostra una volta a settimana ma quel rapporto che prima esisteva è totalmente disintegrato.
In questi 5 anni ho imparato ad accettarla per come è, so che non  devo prendere per vero ciò che dice, so che ha quel carattere e nonostante le sue scuse non siano mai arrivate ho perdonato anche se non credo di averlo fatto completamente perchè ogni tanto se ripenso all'accaduto la tristezza e la rabbia un pò salgono ma provo ad allontanarli.
Quell'episodio per me è stata la mano di Dio, di certo non è stato lui a mandarmi quello (Dio non manda il male, mai!), ma è accaduto per farmi aprire gli occhi per farmi rendere conto di quante cose sbagliate c'erano nella mia vita.
Li è avvenuto il cambiamento, in quella sofferenza ho visto la luce del Signore, da quell'abisso mi sono aggrappata a Dio per tornare a galla come persona nuova.
So come non voglio essere con i miei figli, so cosa avrei voluto come figlia per cui cerco di trovare il giusto equilibrio nonostante il lavoro sia faticoso.
La cosa peggiore poi è la conseguenza di certe azioni, ed è stata in questo caso, la totale perdita di fiducia verso gli altri.
Già faticavo a fidarmi e ad aprirmi, quando poi tua madre ti "tradisce" come puoi fidarti degli altri? Inizia a creare barrire con chiunque, pure in casa, pure con tuo marito e con i figli.

Provate ad immaginare se ciò che è successo a me fosse successo ad una ragazzina, il trauma sarebbe potuto essere ben peggiore, più forte e devastante.
Quando una ragazzina si rende conto che non può fidarsi di un genitore si innescano dei meccanismi inimmaginabili, non ha la forza per poterne uscire e andare avanti, rischia di autodistruggersi.
Io ho avuto la fortuna di riscoprire Dio nella mia vita, un Dio diverso da come lo avevo immaginato all'inizio della conversione, ma non per tutti vale questa cosa.
Io ho rimesso ordine, ho riscoperto valori che avevo accantonato, una fede viva!
Un'altra potrebbe rifugiarsi in pessime compagnie, errori che le potrebbero segnare la vita per sempre ancor peggio di ciò che ha vissuto in precedenza.

Tutto quello che ho raccontato anche se in modo sintetico perchè la lista sarebbe lunghissima, serve solo per dire poche cose importanti.
Non cercate di fare gli amici dei vostri figli, ma fate i genitori, fate in modo che si possano fidare di voi, nel dirvi ogni cosa anche se poi rischiano una strigliata.
Non litigate mai e dico MAI davanti a loro perchè li segnate a vita, gli insegnate che il rispetto si ottiene urlando e scontrandosi, mentre loro devono capire che i loro genitori si supportano, discutono ma tranquillamente e che le soluzioni e decisioni si prendono in due e i bambini non devono essere spettatori.
Non parlate male degli altri davanti ai bambini, non sono stupidi anche se sono piccoli, loro percepiscono tutto, ascoltano, assimilano e prima o poi questa cosa verrà fuori nel loro carattere.
Se dobbiamo buttare dei semi che siano positivi, non semi che portano erbacce che sono poi difficili da estirpare.
Se qualcosa con vostro marito non funziona, parlate! prendetevi del tempo per voi soli, mettetevi una di fronte all'altro e parlate! ditevi cosa provate, come state, se qualcosa non va ma parlate,anche per ore, ripetendovi le stesse cose ma fatelo! soprattutto lasciate fuori l'orgoglio dalla vostra vita altrimenti non andrete lontano.
Fatevi aiutare, fatevi seguire da qualcuno che possa farvi capire il motivo per cui vi siete innamorati e vi siete sposati, quello va riscoperto perchè c'è un motivo, chiedete aiuto a Dio, ad un padre spirituale, ma fatelo!
Aprite gli occhi, rendetevi conto che qualsiasi cosa esce dalla vostra bocca entra nella testa dei vostri figli con un filo diretto per cui state attenti perchè se seminate male poi in futuro quando vorrete o spererete di raccogliere dei frutti buoni e succosi rischierete di trovare il cestino mezzo vuoto e con dei frutti un pò raggrinziti.

Se ripenso a quando ero piccola arrivo a pensare che avrei potuto fare qualcosa, avrei potuto fare di più e magari avrei aiutato i miei genitori a non separarsi, ma allo stesso tempo penso che una bambina non può ritrovarsi a dover salvare il matrimonio dei propri genitori, dovrebbe essere felice e spensierata, ma non sempre va in questo modo.
Ci sarebbe ancora tanto da dire e da raccontare ma credo di aver scritto anche troppo, ringrazio il Signore per avermi spinta a scrivere tutto questo anche se so che farà male nel caso dovesse capitare sotto gli occhi di chi mi conosce e magari non sa tutto.
Ringrazio mio marito per il continuo supporto, per avermi sempre aiutata a ragionare facendomi analizzare alcuni avvenimenti.
Ringrazio i miei figli per la pazienza che hanno nel sopportare le mie fissazioni.
Ringrazio il mio padre spirituale perchè mi sta aiutando molto in questo percorso umano e di fede.
Infine grazie alle persone che anche involontariamente mi portano a riflettere,perchè grazie ai loro input involontari riescono a farmi tirare fuori cose che da sola non potrei creare.
Un caro abbraccio a tutte, a presto.
Cristina.

Ps: la foto riassume esattamente come può sentirsi un bambino, vederla e cercarla mi ha riportato alla mente tante cose e tanto dolore che solo Dio può colmare come Padre Buono.